COMING SOON 7/8-09-2007 Teramo Anfiteatro Romano

Domenico Polidoro Performance

Da qualsiasi parte ti rivolga, tu non hai ancora cominciato a pensare.

L’Art et la mort”

“TANATOLOGIE”

Progetto a cura di Domenico Polidoro

Per il sessantesimo anniversario della morte di Antonin Artaud

Prima sezione

 

Feu la cendre”

Performance di Domenico Polidoro

Dal testo di Jacques Derrida

 

Dedicato a Eva

 

 

Cenere è soltanto una parola. Ma che cos’è dunque una parola per potersi consumare sino al proprio supporto (nastro di voce o di carta, autodistruzione dell’emissione impossibile una volta dato l’ordine), sino ad assimilarlo senza resto visibile? …

Feu la cendre”

 

BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTORE

DOMENICO POLIDORO (Teramo, 1954) – progettista e regista.

La sua vasta attività, articolatasi nel tempo in una particolare e originale ricerca, lo ha portato a essere considerato dalla critica impegnata e nel mondo dell’arte come uno specialista per Autori quali Pier Paolo Pasolini, Thomas Bernhard, Vsevolod E. Mejerchol’d, Antonin Artaud.

Ha studiato con alcuni tra i Maestri più importanti del teatro contemporaneo: Orazio Costa, Luca Ronconi, Leo De Berardinis, Lele Luzzati, Andrea Camilleri, Dario Fo, Julian Beck, Jerzy Grotowski. Già Direttore del Corso di Recitazione e poi di Regia presso l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, ha maturato competenze culturali e professionali nell’ambito della Progettazione, della Drammaturgia e della Regia (teatrale, radiofonica, visuale) firmando numerosi progetti internazionali in produzioni per R.A.I., Teatro Stabile Abruzzese, Festival Internazionale di Chieri, Plexus, Regione Abruzzo, Teatro Stabile Torino, Comune di Roma, Teatro di Pisa, Settimana Pirandelliana, Centro Petra Lata, Facultad de Artes Departamento de Teatro Universidad de Chile, Fantiano Festival, Centro Internazionale Dionysia per le Arti e le Culture, GITIS di Mosca, Rassegna Internazionale di Teatro per la Televisione e il Video, 52 Biennale di Venezia.

Ha diretto attori come Marisa Fabbri, Piero Di Iorio, Mauro Avogadro, Massimo Foschi, Roberto Mantovani, Emilio De Marchi, Antonello Fassari, Sergio Castellitto, Marco Foschi.Ha condotto e partecipato a laboratori, incontri, convegni, tavole rotonde e festival promossi da Unione Europea, Istituzioni Accademiche, Ministeri, Enti Teatrali, Compagnie, Istituzioni Scolastiche, Enti Locali, Università internazionali.

Ha coordinato progetti con le personalità più prestigiose della cultura e dell’arte contemporanea quali: Aldo Giorgio Gargani, Ugo Morelli, Giuseppe Vacchetta, Fausto Malcovati, Anatolij Smeljanskij, Sergei Tcherkassi, Ghennadj Bogdanovic, Nikolaj Karpov, Alvin Curran, Hans Werner Henze, Josef Svoboda, Jacques Lecoq, Jurij P. Ljubimov, Rena Mirecka, José Sanchis Sinisterra, Judith Malina, Enrique Bonaventura, Vittorio Gassman, Alberto Lionello, Dario Fo.

È stato Direttore artistico e Membro di giuria in alcuni Festival Internazionali di teatro.Dei suoi progetti si sono occupati giornali e riviste specialistiche come “La Repubblica”, “Il Tempo”, “Il Tirreno”, “l’Unità”, “Il Giornale d’Italia”, “il Manifesto”, “La Stampa”, “Corriere dello Sport”, “Paese Sera”, “Avanti!” “il Giornale”, “Corriere della Sera”, “Hystrio”, “Sipario”, “Diario”, “Avvenimenti”, “Prima fila”, “Ridotto”, “Confronti”, “La Nación”, “El Mercurio”, “La Tercera”, “The Theatre Journal”.

Nel dicembre 2004 il Presidente Ciampi gli conferisce l’Onorificenza di Cavaliere “al Merito della Repubblica Italiana”.

 

Affermare che nel segno la differenza non ha luogo tra la realtà e la rappresentazione sarebbe dunque come dire che il gesto che conferma questa differenza è la cancellazione stessa del segno.

La voix et le phénomène

 

Che cosa resta del sapere assoluto? della storia, della filosofia, dell’economia politica, della psicoanalisi, della semiotica, della linguistica, della poetica? del lavoro, della lingua, della sessualità, della famiglia, della religione, dello Stato ecc.?

 

Feu la cendre”

Performance di Domenico Polidoro

Dal testo di Jacques Derrida

Ciò che resta del fuoco"

Traduzione di Stefano Agosti

Prima sezione

con la partecipazione di Giorgia Vespertino

Festival “Interferenze” 2007 Teramo, anfiteatro romano

Senza soluzione di continuità dalle ore 12 del 7 settembre alle ore 24 dell' 8 settembre

Performance in tempo reale sul sito www.electa.altervista.org a cura di Stefano Scipioni

 

Che cosa resta del resto?

Gettato in uno spazio degradato, come la latrina nella quale finisce stracciato il Rembrandt di Genet in “Glas”, alla luce artificiale accesa di giorno e di notte, il testo di Derrida viene letto per 36 ore di seguito. Il Performer per 36 ore darà la sua voce alla parola di Derrida, senza soluzione di continuità e senza mangiare, bere o evacuare.

La voce, dislocata in diversi intervalli temporali in più punti di ascolto, presenta il gioco di soglie, limiti e valori che da ottimo suggeritore Derrida “soffia” leggero e che la nostra partiturizzazione del testo gli “soffia” via in un impeto di rapina, ritagliando in quadrati o elevando al quadrato il suo testo.

Nella ripetizione e nel differimento i piani collidono e si sfaldano. In questa continua differenziazione è proprio il centro fisso che si perde:Questo movimento della dif-ferenza non sopravviene a un soggetto trascendentale. Lo produce. L’auto-affezione non è una modalità di esperienza caratterizzante un ente che sarebbe già stesso. Essa produce lo stesso come rapporto a sé nella differenza da sé, lo stesso come il non-identico”.

 

 

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PROVINCIA DI TERAMO

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Testo integrale di "Ciò che resta del fuoco" di Derrida
Curriculum di Domenico Polidoro